Il Cav. sceglie Ignazio Visco per Bankitalia

Ignazio Visco è l'uomo indicato dal premier, Silvio Berlusconi, per prendere la guida della Banca d'Italia. La decisione è stata presa dopo un lungo vertice pomeridiano a Palazzo Chigi e dopo un incontro di Berlusconi con il capo dello stato, Giorgio Napolitano, al Quirinale. Domani dovrebbe essere ufficializzata la sua nomina a governatore.
20 OTT 11
Ultimo aggiornamento: 15:14 | 12 AGO 20
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Visco, che dal 2007 è vicedirettore generale di Bankitalia, succederà a Mario Draghi. Nato a Napoli nel 1949, dal 2004 è funzionario a Palazzo Koch e questo, secondo gli analisti, garantirebbe l'autonomia dell'Istituto dalle intromissioni della politica.
In vista della manovra triennale dei conti pubblici, a maggio scorso, Visco consigliava di "procedere con decisione nell’analisi delle singole voci di spesa anche attraverso processi di spending review”, perché “è utile adottare e rafforzare indicatori di performance nelle strutture pubbliche centrali e locali (uffici, scuole, ospedali, tribunali) e sviluppare meccanismi che consentano di valutare l’adeguatezza dell’entità di ciascuna voce indipendentemente dalla spesa storica (zero-based budgeting)”, perché “l’azione di contenimento della spesa richiede interventi molto selettivi”.
Intervistato dal Foglio lo scorso anno, subito prima della decisione del Consiglio Europeo sul fondo salvastati, Visco aveva detto: "Il progetto di istituzionalizzare l’intervento deciso per la Grecia è condivisibile, ed è utile che ci sia il coinvolgimento dei privati". Per Visco anche le banche devono contribuire alle risorse del fondo. Quello che ancora manca nell’impalcatura europea “è un meccanismo di prevenzione delle crisi, una sorta di procedura ex ante”. Spiegava allora Visco: “Disporre di procedure predefinite per la ristrutturazione del debito e di un quadro di gestione delle crisi ben disegnato può essere di notevole aiuto, ma non basta. Il default è certamente inutile, indesiderabile e improbabile. Tuttavia non solo occorre essere pronti nel caso in cui tale eventualità dovesse verificarsi, ma è necessario poter contare su istituzioni in grado di trasmettere ai mercati il messaggio che un default è effettivamente possibile”.